lunedì 6 gennaio 2014

TRA L’ARGINE E LA RIVA - Il favoloso racconto della vita di Ceo Pajaro - Ultima Parte

LA LEGGENDA DI CEO

Durante la chiaccherata con Ceo e suo figlio Nano ci rendiamo conto che tante sono state le occasioni che hanno portato il mondo esterno a contatto con questo Luogo e i suoi patrimoni, fossero essi naturali o generati dall’unicità di spirito di chi lo abitava e lo abita.
Non è un caso che proprio da qui prese avvio l’avventura di Radio Riviera Brenta, proprio su uno dei garage retrostanti l’osteria c’erano gli studi da dove partivano le voci che trasmettevano parole e musica in libertà durante il periodo di vita dell’emittente.


A metà degli anni ’80 fu Gino Isoli a rendersi conto, dopo aver passato tanti spensierati venerdì sera a rilassarsi al termine di una settimana di duro lavoro, in compagnia di Ceo e dei suoi clienti, di quanto fossero preziose le cose che lì dentro accadevano. Così nacque l’idea dei libri che avrebbero raccolto le storielle di Ceo Pajaro.
Il primo dei tre libri (uno rosso ed uno verde stampati con tiratura di 1000 copie ciascuno ed il terzo bianco con tiratura di 3000 copie; si possono trovare anche in biblioteca a Carmignano, ndr) fu dell’86.
“Un’ auto veniva mandata il sabato mattina qui a prelevare mio papà” ci racconta Nano, “lo portava da Gino Isoli che si faceva raccontare da Ceo le sue leggendarie storielle, rigorosamente in dialetto. Veniva registrata la voce e poi i racconti andavano sbobinati e riportati su carta sia nella versione originale in veneto sia, a fronte, con la traduzione in italiano. Il tutto per il divertimento di Ceo, di Gino Isoli e di tutti coloro che avessero potuto rileggerle in futuro. Tra di loro il poeta ed editore cittadellese Bino Rebellato, morto nel 2004, molto affezionato a Ceo Pajaro ed alla sua osteria tanto che, se gli capitava di avere ospite qualche collega artista, il primo posto dove li accompagnava era proprio qua da noi. Tra di loro i più noti sono stati il poeta Andrea Zanzotto (forse, il più grande poeta veneto del ‘900 deceduto da poco, nell’Ottobre 2011, ndr) ed il regista Ermanno Olmi (Palma d’oro al Festival di Cannes nel 1978 per il film ‘L’albero degli zoccoli’, ndr)”.

Ma non solo la prosa è stata la forma d’arte utilizzata dal nostro celebre compaesano, dai suoi ricordi che abbiamo avuto il privilegio di raccogliere, emerge chiaramente la sua passione per la musica, per la fisarmonica soprattutto: “da giovane andavo a suonare in giro, mi chiamavano anche per i matrimoni e ad uno di questi il padre della sposa, tenendo il toscano in bocca mi chiese di intonare le note di ‘Bandiera rossa’ a margine della festa. Io iniziai a suonare e dalla fisarmonica sembrava uscissero le parole della canzone. Lui rimase incantato ad ascoltare tanto da fare un salto così quando il toscano gli si consumò tra le labbra fino a bruciargliele”.
“Poi suonavamo durante le sere d’Estate qui di fianco l’osteria assieme ai miei compari. La gente partiva da Carmignano portandosi la sedia per ascoltarci. Una pasquetta, in Brenta, era stato preparato il concerto de ‘i Moderni’, un gruppo molto famoso all’epoca che si sarebbe esibito per la gioia dei carmignanesi. Io e i miei compari ci mettemmo a suonare davanti all’osteria così, come facevamo sempre, e a vedere i Moderni non ci andò nessuno: tutti si fermarono qui ad ascoltare me e i miei compari”.


TRE DOMANDE SOPRATTUTTO

“Ceo, ce la racconti la cosa più strana mai capitata qua dentro?”
“Una? Impossibile” ci pensa un po’ su, poi ci svela: “una volta proprio qui dove siamo seduti adesso c’era Spunton con la moglie ed il figlioletto piccolo che dava la schiena alla finestra leggermente aperta perché era la bella stagione. Stavano mangiando e il papà tagliò per bene la cotoletta al figlioletto. Mentre il piccolo stava per mettersi a mangiare dalla finestra planò una cornacchia che, senza farsi nessuna remora, mangiò un po’ alla volta tutta la cotoletta ordinata dal del bambino che, nel frattempo, si era rifugiato piangente sotto il tavolo”.

“Ma voi Pajaro vi sentite più di Fontaniva o di Carmignano?” 
“Noi siamo di Carmignano, siamo nati, battezzati, cresimati e siamo vissuti sempre a Carmignano. L’osteria, anche se geograficamente sotto Fontaniva, ha sempre ospitato soprattutto carmignanesi e noi ci sentiamo cittadini di Carmignano”.

“Qual è il segreto dei panini che si mangiano qua dentro?” 
“Nessun segreto: solo l’amore che ci si mette nel farli. L’aria del Brenta, poi, fa il resto”. 


1 commento:

  1. i panini de ceo pajaro i se i meio dea terra e la bottiglia de birra da 1/4 cosa disio voialtri .

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