giovedì 1 luglio 2010

DAL FIUME AL MARE


Intervista ad Igor



Dove ti trovi e cosa fai?
Vivo in un paesino vicino a Liverpool (Middlands), mi son trasferito qui in seguito ad un'offerta di lavoro allettante dopo aver vissuto per 2 anni a Londra
Lavoro per una grossa ditta in ambito biotecnologico/diagnostico. Il mio lavoro consiste nell’ installare e mettere a punto macchinari per la genetica.
Quali sono le differenze maggiori che hai notato tra l'Inghilterra e l'Italia, in particolare tra Londra e Carmignano?

Ci sarebbe da parlare per ore..
Certamente! Credo che tutti dovrebbero farla. Per due motivi


Partiamo da Carmignano, piccola realta' dove tutti si conoscono (bene o male) ma che pur nel suo piccolo offre un sacco di attivita'.. e un sacco di chiacchere di fronte a una bibita..
Londra.. Londra e' immensa.. multietnica.. frenetica.. c'e' sempre qualcosa da fare o da vedere.. Arte allo stato grezzo e cucine da tutto il mondo.. Una citta' in cui ci si perde facilmente.. un po' in tutti i sensi.. Una citta' in cui tutti son stranieri e forse anche per questo in grado di regalare un'atmosfera quasi famigliare.. Tutti ti capiscono perche' tutti son nella tua stessa situazione.. e vice versa ovviamente.
Per quanto riguarda invece le due nazioni.. Diciamo che in inghilterra la gente mi e' sembrata decisamente piu' ospitale e aperta dal punto di vista intellettuale.. Un po' per tradizione (anche se sembra un paradosso) e un po' per necessita' (essendo un ex potenza coloniale si e' trovata ad affrontare problemi di integrazione culturale, religiosa etc ben prima di noi). 
In generale.. gli inglesi prendon i problemi un po' piu' alla leggera.. senza farne un dramma.. Salvo poi trovarsi a fronteggiare situazioni piuttosto "pesanti" come alcolismo e gravidanze giovanili..
Qui inoltre la gente si informa! Legge! cerca di capire ed approfondire le notizie.. e il cibo non e' poi cosi' male!
Venendo all'Italia.. debbo ammettere che vedendola da fuori sembra diversa.. I difetti del BelPaese si accentuano una volta tolti i paraocchi, cosi' come i pregi!
Una cosa interessante che mi e' capitata e' stato il dovermi fronteggiare per la prima volta con gli stereotipi che riguardan gli italiani.. alcuni piu' veri di altri e tutti capaci di strapparmi un sorriso, vuoi per simpatia o per amarezza
Quali sono stati i motivi che ti hanno spinto a trasferirti?
A dire il vero son partito un po' allo sbaraglio.. Ma cio che mi spinse a partire furon la voglia di imparare l'inglese e la voglia di esplorare un po' realta' diverse da quella italiana. Londra sembrava la scelta piu' ovvia non solo per la lingua ma anche per la varieta' di culture ed etnie che la caratterizzano. A Londra si puo' veramente aver un assaggio di ogni altra parte del mondo.
Cosa ti manca di più dell'Italia e di Carmignano?
Per quanto sembri banale cio che piu' mi manca dell'Italia e di Carmignano son la famighlia e gli amici. Uno degli stereotipi sugli italiani e' che siam un po' mammoni e debbo ammettere che l'esser lontano da "Mamma Dunja" e' l'unica cosa che mi rende malinconico.
Rifaresti questa esperienza?
Senza alcun dubbio.. Anzi.. la rifarei 100 volte, provando paesi diversi di volta in volta (sto gia' progettando quale sara' la mia prossima meta)
Consigli anche ad altri ragazzi un'esperienza come la tua? In primis per il cambio di prospettiva: vedere realta' diverse e vedere la realta' che conosciamo da un'altra angolatura.Poi per acquisire un po' di "forzata indipendenza".
Che progetti per il futuro? Pensi di tornare o pensi di restare all'estero? Credo non sia ancora ora di tornare per me, in fin dei conti conosco abbastanza bene la realta' italiana e posso tornare quando mi pare. Preferisco l'idea di spostarmi in qualche altro paese, magari imparare un'altra lingua, vivere un'altra esperienza simile a quella che sto vivendo ora.

IN SELLA CON LA STORIA




Intervista a Davide del 3lambda, la Confraternita scooteristica nata a Carmignano

La “Scooter Confraternity 3lambda” riunisce a Carmignano giovani appassionati di scooter a marce che spesso, passando per le strade di tutti i giorni, riescono a ricostruire per pochi attimi degli scorci vintage ancora oggi a metà 2010. Sicuri che momenti di intreccio temporale come questi siano capitati ad ognuno di voi, Fuori Luogo ha voluto intervistare Davide Mironi, il precursore del movimento scooteristico di Carmignano. 
Dove ha avuto inizio la tua passione Davide?
In Inghilterra, nel paese di Ruislip dove andai più di 10 anni fa a trovare un mio cugino inglese. Si sa che ogni giovane nel corso della sua adolescenza sperimenta molte passioni e gli inglesi si distinguono per come riescono a rendere queste passioni delle vere e proprie manie. Quando andai a Ruislip mio cugino stava passando la sua fase di mania per gli scooter per cui mi fece salire sul suo e mi portò ad una festa a cui partecipavano ragazzi e ragazze che condividevano questa sua passione. Da lì portai a casa alcuni giornali che descrivevano quel mondo e non ci misi molto ad appassionarmi.
Quale fu la tua prima avventura?
Era il 2000 ed a bordo di un J50 Innocenti mi dirigevo verso l’osteria Settimo Tornante sui colli di Marostica. Avevo letto da qualche parte che ci sarebbe stato un raduno di scooter d’epoca. Partii da Carmignano e non vi dico gli sforzi per scalare quei colli su quel cinquantino, per poi finalmente arrivare e scoprire che avevo sbagliato a capire il giorno del raduno…
Da lì non può che essere continuata in meglio…
Sicuro, nel 2002 assieme agli amici Alberto ed Enrico Bartolomei, Lello Sperotto e molti altri che poi si aggiunsero, ci organizzammo per la prima volta tutti assieme, ognuno con la sua Vespa o Lambretta, per raggiungere Teolo dove si svolgeva un importante raduno. Fu per noi la prima esperienza di gruppo ed alla prima uscita vincemmo il trofeo messo in palio per il gruppo più numeroso! Da qui poi venne automatico il desiderio di costituirci in pianta stabile e demmo il nome 3lambda alla nostra confraternita (il nome riprende quello della confraternita del film “La rivincita dei NERDS”).
Altre esperienze significative del vostro gruppo?
Indimenticabili le uscite del 2003 e 2004 verso il raduno dell’Isola d’Elba e quella, sempre del 2004 per quello di Imola. Le particolarità dei lunghi viaggi in scooter stanno anche negli aneddoti che si creano lungo il percorso: le rotture dopo pochi km dalla partenza, l’ingegnarsi per ripararle, studiare strade extraurbane poco affollate che assicurino un viaggio sicuro e piacevole, le borse da attaccare in maniera più stabile possibile al mezzo e la serie di ricordi che si generano lungo un serpentone formato da trenta scooter che viaggiano verso la stessa meta.
Ed oggi cosa conservate di quei primi pioneristici momenti?
La passione per la particolare meccanica di cui sono fatti i nostri scooter. Sono marchi italiani conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo anche se vecchi di 50 anni e questo l’abbiamo verificato ai raduni dove abbiamo conosciuto scooteristi di altre nazioni. E poi col tempo si conoscono ed apprezzano tutte quelle sfaccettature che compongono la cultura scooter. Oltre ai mezzi c’è spazio per la musica, il ballo, le feste tra appassionati, la storia e la tradizione dei marchi e dei movimenti giovanili che nel corso degli ultimi 50 anni hanno condiviso la nostra stessa passione.
Come si risolve, a tuo parere, la storica rivalità tra Vespa e Lambretta?
Premetto che io sono di parte (Davide parla da lambrettista ndr). Molto dipende dal mezzo che si riesce a reperire nel garage di casa, magari ereditato da padri o addirittura nonni, per cui non sempre è una scelta.
Poi se parliamo di meccanica ed estetica la Lambretta vince dal punto di vista della complessità costruttiva e della personalizzabilità, mentre la Vespa è senz’altro più spartana ed accessibile. Comunque sia ci vuole passione, fantasia e ci si deve sporcare le mani .
E’ un’impresa trovare meccanici esperti per i vostri mezzi?
A parole no, in realtà molti meno di quelli che si spacciano per esperti sanno di cosa si parla. Officine competenti si trovano, magari sono meno in vista di altre ma all’interno si trova personale competente e spesso giovane che sa dove mettere le mani e le mette con passione.
Cosa diresti per convincere un ragazzo o ragazza a scegliere uno scooter d’epoca?
Gli parlerei di quanto è bello un viaggio fatto a bordo della loro sella. Direi che non è comune arrivare in un posto, magari affollato, e parcheggiare proprio davanti all’entrata. Racconterei che il divertimento di una riunione di scooteristi parte dal momento stesso in cui si accende il motore per andare e che il viaggio fa già parte della serata in compagnia. Si può chiacchierare anche se si sta su mezzi differenti e, soprattutto, mi metterei a raccontare gli aneddoti più divertenti dell’esperienza di uno scooterista con ormai dieci anni di storie divertenti e appassionate da tramandare.
Se qualcuno volesse muovere i primi passi e cercasse un consiglio può contattarmi alla mail: maricadavide@yahoo.it oppure ci può trovare ogni mercoledì sera al Black&White di Camazzole dove ci troviamo noi del 3lambda per programmare i prossimi viaggi e chiacchierare di scooter ma non solo.  

L'EDITORIALE

Estate 2010 - Fragranze da cavalcavia

Lo scorso numero di Fuori Luogo trattava in ultima pagina le vicende di Radio Riviera Brenta. L’articolo e il suo tema hanno riscosso notevole successo tra i carmignanesi che hanno superato gli “anta” e ci è capitato di raccogliere parecchie testimonianze di ex ascoltatori che ci informavano di come, negli anni ‘70 ed ‘80, il paese ospitasse ben tre radio libere che con stili vari, ma indistintamente genuini, andavano a formare un’alternativa invidiabile per i radioascoltatori locali.
Trent’anni dopo una nuova primavera comunicativa sembra sbocciare in paese, fatta non di parola parlata ma scritta. Se la varietà della proposta è senza dubbio una ricchezza per i carmignanesi, molto ci sarebbe invece da riflettere sui suoi molteplici livelli di genuinità. E per genuinità intendiamo i motivi che spingono a scrivere e lo stile con cui lo si fa.
Se per lasciar comprendere i primi ai propri lettori è possibile esplicitarli chiaramente oppure seguire una linea giornalistica quantomeno individuabile, per chiarire lo stile il presupposto essenziale è segnalare  l’autore o gli autori dei pezzi. La firma insomma consente di prendersi responsabilità e meriti di fronte ai lettori, senza barricarsi dietro pseudonimi fantasiosi che rischiano di penalizzare la chiarezza dei messaggi trasmessi.
Senza tuttavia arrogarci l’immeritato e impegnativo ruolo di garanti, ci sembra importante ribadire che gli articoli di Fuori Luogo sono tutti scritti da coloro che fanno parte della redazione (segnalati sotto la testata con nome e cognome), mentre tutti i contributi che arrivano da collaboratori esterni sono firmati (sempre con nome e cognome) sotto al titolo del pezzo stesso.
Prima di lasciarvi al numero estivo vi preannunciamo, anche se già vi sarà saltato all’occhio, una nuova veste grafica del giornale, meno grezza e più leggibile (cerchiamo così di adeguarci ai più alti standard del resto dell’offerta giornalistica carmignanese) resa possibile dall’allargamento della redazione e dalla conseguente crescita delle sue competenze in materia.
In ultima pagina spazio alla prima iniziativa pubblica che sarà organizzata a Settembre da Fuori Luogo con il duplice obiettivo di dare ulteriore spazio alle proposte che ospitiamo nei nostri articoli e rimpinguare un po’ le casse in prospettiva della lunga stagione 2011. Buona lettura!