lunedì 30 maggio 2016

PROMOZIONE

di GP F1



Schio, 19 maggio 2016, sono le ore 21:00: la stessa palla che dopo circa 90 minuti di pura intensità agonistica si perde sul fondo dopo il loro ultimo tentativo, scatenando la bolgia, viene alzata a centrocampo dal primo arbitro, il signor Maculan  di Vicenza. Sveglia!! Non fatevi ingannare!!! Anche se, confrontandole, la loro durata reale molto spesso coincide, qui di seguito non vi parlerò di una partita di calcio. Nel calcio il tempo cresce, aumenta, da 0 fino a 90 minuti e oltre. A Schio, invece, come in tutte le sante partite di questo sport, il tempo di gioco è rigorosamente effettivo, scade, evapora durante un lunghissimo countdown. Se non avete ancora capito di quale sport io stia parlando, vi svelo il nome del luogo in cui si è svolta la partita: palestra Don Milani, via Papa Giovanni XXIII. Un prete, un papa, un miracolo sportivo. Sul pavimento della palestra Don Milani c’è disegnato un campo di gioco. Ha due metacampo ai cui lati ci sono due panchine, due aree, due lunette, due canestri. Basta, la finisco qui!! Vi svelo lo sport e la partita!! Sto parlando di basket, e la partita è la semifinale playoff promozione tra Juvenilia Basket Schio e la nostra Polisportiva Carmignano. A Schio, le misure del campo di gioco sono regolamentari ma è la percezione dello spazio che è diversissima rispetto a quella che si filtra giocando nel nostro Palazzetto dello Sport. Al palazzetto lo spazio è geometricamente ben distribuito, il luogo è perfettamente simmetrico. Alla Don Milani il campo sembra oppresso dai muri perimetrali, le panchine sfiorano la linea laterale, i canestri sono incassati nel muro. Per una squadra ospite, giocare al Don Milani diventa difficile se non impossibile. Concentrazione, voglia,energia, grinta e spirito di sacrificio devono essere raddoppiati se non si vuole uscire da lì ammaccati e sconfitti. Tutti i nostri ragazzi lo sanno, perché, per arrivare a questa partita, hanno già sfoggiato in campo queste caratteristiche.



I nostri non sono solo giocatori di basket che arrivano in palestra stanchi dalla giornata lavorativa, eseguono l’allenamento e via, ognuno per la sua strada. Loro sono ben altro!! Sono un gruppo di amici che non disdegna di prendersi per il culo, che non rifiuta la mangiata in compagnia, che santifica la bicchierata post partita. E tutto questo ha cementificato un gruppo di persone che si sostiene e che, quando è servito, ha moltiplicato la sua forza sbaragliando qualsiasi tipo di pronostico. Quindi, a Schio, a presentarsi alla palla a due, non c’è soltanto una squadra di giocatori di basket di Carmignano. C’è un gruppo di amici che sa di poter fare qualcosa di insperato e quindi inimmaginabile. E questo gruppo di amici che gioca in campo non si è certo tirato indietro per pubblicizzare il basket in giro per il paese.
Piccolo brevissimo flashback: è già da qualche mese che il palazzetto è diventato una bolgia. Gli spalti sono strapieni, giocarci davanti, se sei una squadra ospite, non è di certo facile. Dal punto di vista della squadra di casa, quindi dal nostro punto di vista, se ci si abitua alla bolgia, ripetizione e memorizzazione dei movimenti non si inceppano, filano regolari, in qualche caso raggiungono la perfezione. Ma, rovesciando la medaglia, dal punto di vista dell’avversario, in un ambiente caldo come il nostro, molte certezze possono crollare, i nervi possono cedere. I nostri giocatori in campo non sono più cinque, spunta il sesto uomo invisibile. Per i nostri avversari il pallone pesa di più, alcune scelte vengono forzate, magari non si riesce neppure più a sentire le indicazioni che partono dalla panchina. I nostri ragazzi nella bolgia moltiplicano le forze, si caricano e caricano il pubblico. Chiedetelo a Sovizzo, di cui siamo diventati la bestia nera. Oppure, e torno a gara due di semifinale promozione, chiedetelo ai giocatori di Schio o al loro coach che, sorpreso dalla nostra invasione rumorosa e pacifica, ha onestamente ribadito più volte di aver giocato una trasferta casalinga.
Gara due è stata una gara maschia, accesa fin da subito, con Schio che ha tentato di scappare e con noi bravissimi a non farla scappare.
La Prima Divisione è una serie strana, il basket è uno sport strano. Vive di parziali. Vive di fiammate. A metà partita siamo pari ma c’è la sensazione che nessuna delle due squadre abbia l’inerzia in pugno. Rientriamo dagli spogliatoi con un piglio diverso e giochiamo un basket a tratti stellare. Con un 13 a 6 di tutta sostanza voliamo a +7 e la Don Milani ci appartiene. Ribadisco il pensiero di prima: il basket è uno sport strano. Prendiamo un parziale mortifero che ci rispedisce sotto di 6 a due minuti e mezzo dalla fine proprio nel momento in cui i chiodi sulla cassa erano già belli che preparati. Stiamo perdendo contro un squadra che si gioca tutto. Noi, male che vada, ci giochiamo la bella in casa, nel nostro palazzetto. 



Coach Sarzo chiama minuto. Non si sa che cosa si siano detti tra di loro, ma di sicuro, tra il coach e i giocatori si son parlati tra amici, quelli che a volte fan bisboccia dopo allenamento. Al rientro in campo un 6 a 0 di contro parziale che impatta nuovamente il punteggio. 52-52. La palestra diventa una bolgia. Il nostro ambiente ideale. Voliamo a più 2, 54-52 e non subiamo canestro. Sul +2 nostro mancano 18 secondi. Il basket è uno sport stupendo. Non puoi perdere tempo perché col tempo ci devi solo ed unicamente giocare, fino in fondo. Schio decide di non fermarlo, o meglio, nella bolgia non sente di doverlo fermare. 18 secondi sono interminabili dentro un campo da basket ma i nostri ragazzi fanno circolare la palla divinamente. Solo a 3 secondi dalla fine Schio fa qualcosa. Siamo a 3 secondi dalla Promozione, in tutti i sensi. Dalla lunetta un 1 su 2 lascia una flebile speranza a Schio.
Grida la sirena della fine, la palla si perde sul fondo. Apoteosi. Cosa succede se un qualcosa di inimmaginabile si avvera? Schio, 19 maggio ore 22:30: noi c’eravamo!!!



Se volete passare a ringraziare la squadra noi ci si trova tutti venerdì 10 giugno a partire dalle ore 20 al palazzetto. Dovete essere numerosi e rumorosi!! 
Carmignano in Promozione!!!!!

mercoledì 4 maggio 2016

SUCCEDE IN BRENTA

di Beniamino Fortunato

Succede che torna la Primavera ed il primo pensiero è alla natura che si risveglia e la natura che si risveglia, se sei di Carmignano di Brenta, coincide spesso con la Brenta e le forme di vita che la popolano.
Decidi di tirare fuori le scarpe da ginnastica, inforcare la bici, raggiungere Ceo Pajaro, incatenare la bici alla sbarra bianca e iniziare a camminare verso nord annusando tutto quel che profuma di Aprile.
Succede che inizi ad intravvedere qualcosa di anomalo, qualcosa che non è Brenta come te la sei ricordata per tutto l’inverno. Centinaia di metri di reti metalliche, strade nuove battute ad hoc per il passaggio di mezzi pesanti ed anche i mezzi pesanti e poi una distesa di alberi abbattuti






Decidi sperduto di tornare indietro che quasi ti passa la voglia di prenderti un panino in osteria, chiedi all’interno e le parole che fissi della lunga risposta sono: ruspe, cavatori, giara, nuovi pozzi…

Succede che torni a casa inizi a spulciare su internet per trovare qualche informazione, scopri che esistono già delle pagine e dei gruppi su Facebook con lo slogan GIU’ LE MANI DAL BRENTA, scopri che inserendo questo slogan su Youtube esce un servizio di Report del 2001 che descrive per filo e per segno le nuove strategie dei cavatori per portarsi a casa l’oro bianco dal Brenta aggirando i vincoli messi da una legge regionale.


Succede che ti incazzi, succede che ti viene la voglia di riprendere la bici, passare a prendere quel tuo amico dalla testa calda, succede che ti viene la voglia di fare giustizia per il Brenta da solo. Ma decidi di fermarti, informarti a dovere, prendere consapevolezza di cosa passa nella testa di chi guida idealmente le ruspe e di chi li asseconda e li protegge, ma decidi di fermarti anche perché in fin dei conti non hai mai menato nessuno in vita tua, non sai nemmeno bene da dove iniziare e magari va a finire che gli fai pure un piacere.

Ora che hai deciso di informarti sai anche che Sabato 7 Maggio dalle 14:30 c’è una grossa occasione per fermare questo obbrobrio, una manifestazione organizzata dai comitati e senza colori politici, che attraverserà la zona degli scavi in passeggiata partendo da Ceo Pajaro per spiegare bene cosa sta succedendo e mostrare a chi ha ancora il potere di dire STOP che i paesi del Brenta vigliano sul loro territorio meglio di qualunque autorità delegata a farlo!  

venerdì 19 febbraio 2016

UN PAESE IN PARTICOLARE 9 - TROTTOLA EDITION - LA SOLUZIONE

di GP F1

Nessun regno é eterno, LUIGI BOLIS dimostra la sua profonda conoscenza del paese riconoscendo in pochi fotogrammi l'accesso di via 1° Maggio davanti la Roggia Molina di Camazzole!
Complimenti Luigi, ti meriti la giusta ricompensa!